martedì 6 ottobre 2015

Joshua Foer racconta le prodezze della memoria degli mnemonisti e la tecnica dei loci o del palazzo della memoria

Joshua Foer è uno scrittore scientifico americano, autore del libro "Moonwalking with Einstein", tradotto in italiano con "L'arte di ricordare tutto. Storia, scienza e miracoli della memoria". Nel 2006 è stato campione americano della memoria, e nel libro appena menzionato racconta il percorso, inizialmente di indagine giornalistica sulle tecniche di memoria e gli mnemonisti per conto delle riviste per le quali scriveva, che poi lo ha portato a diventare egli stesso un campione della memoria.

Nel link che segue il video su TED, in inglese e con i sottotitoli in italiano: https://www.ted.com/talks/joshua_foer_feats_of_memory_anyone_can_do?language=it

Il video è anche su youtube e potete attivare i sottitoli in italiani cliccando sull'apposita icona:



Questa è la trascrizione in italiano:

0:11
Vorrei invitarvi a chiudere gli occhi

0:15
Immaginate di stare davanti alla porta d'ingresso di casa vostra, vorrei che prestaste attenzione al colore della porta, il materiale di cui è fatta. Adesso visualizzate un gruppo di nudisti sovrappeso in bicicletta. Sono i concorrenti di una gara di ciclismo di nudisti, e si stanno dirigendo verso la porta d'ingresso di casa vostra. Vorrei che visualizzaste effettivamente questa scena. Stanno pedalando con forza, sono sudati, e i loro corpi ondeggiano. E si schiantano proprio sulla porta di casa vostra. Biciclette che volano ovunque, manubri che vi rotolano davanti, e raggi che finiscono nei posti più assurdi. Varcate la soglia di casa vostra ed entrate nell'atrio, nell'ingresso, o qualsiasi stanza ci sia dall'altra parte, e valutate la qualità della luce. La luce illumina Cookie Monster Cookie Monster vi sta salutando dal suo trespolo su un cavallo scuro. È un cavallo parlante. Potete quasi sentire il suo pelo azzurro che vi solletica il naso. Potete sentire il profumo del biscotto all'avena e uvetta di cui sta per ingozzarsi. Passatelo. Passatelo e andate nel soggiorno. Nel vostro soggiorno, in banda larga di fantasia, immaginatevi Britney Spears. È vestita succintamente, e sta ballando sul tavolino, e sta cantando "Hit Me Baby One More Time". E adesso seguitemi in cucina. In cucina, il pavimento è stato ricoperto da una sentiero di mattoni gialli, e dal vostro forno stanno uscendo Dorothy, l'Uomo di Latta, lo Spaventapasseri e il Leone del "Mago di Oz", che saltellano mano nella mano verso di voi.

2:11
Ok. Aprite gli occhi,

2:15
Vi voglio raccontare di un concorso molto strano, che si tiene ogni primavera a New York. Si chiama "Campionato Statunitense di Memoria." E un paio d'anni fa mi ero recato a questo concorso come giornalista scientifico e probabilmente mi aspettavo che si trattasse del Superbowl degli idioti sapienti. Di fatto si trattava di un gruppo di uomini e qualche donna, che variavano ampiamente sia per età che per igiene.

2:43
(Risate)

2:46
Stavano memorizzando centinaia di numeri a caso, guardandoli una sola volta. Memorizzavano i nomi di dozzine e dozzine e dozzine di sconosciuti. Memorizzavano intere poesie in qualche minuto. Si sfidavano per vedere chi riuscisse a memorizzare più velocemente l'ordine di un mazzo di carte mescolate. Ed io pensavo che fosse incredibile. Queste persone devono essere uno scherzo della natura.

3:10
E ho cominciato a parlare a qualche concorrente. Questo tizio si chiama Ed Cook ed era arrivato dall'Inghilterra dove aveva una delle memorie meglio allenate. E gli dissi, "Ed, quando hai scoperto di essere affetto dalla sindrome del savant?" Ed rispose: "Non ho la sindrome del savant. In realtà, ho una memoria piuttosto comune. Tutti quelli che partecipano a questo concorso ti diranno che hanno semplicemente una memoria normale. Ci siamo preparati per queste miracolose prodezze di memoria usando un'insieme di tecniche antiche, tecniche inventate 2500 anni fa in Grecia le stesse tecniche usate da Cicerone per memorizzare i suoi discorsi, e che gli studiosi medievali avevavo usato per memorizzare libri interi." Ed io feci: "E come mai non ne ho mai sentito parlare prima?"

4:00
Ci trovavamo fuori dalla sala del concorso, ed Ed, che è un uomo inglese meraviglioso, brillante, ma un pò eccentrico, mi dice, "Josh, sei un giornalista americano. Conosci Britney Spears?" Ed io, "Cosa? No. Perché'?" "Perché io vorrei davvero insegnare a Britney Spears come memorizzare l'ordine di un mazzo di carte mescolato sulla TV nazionale americana. Proverebbe al mondo che chiunque può farcela."

4:32
(Risate)

4:36
Ed io, "Io non sono Britney Spears, ma magari potresti insegnarlo a me. Insomma, da qualche parte dovrai iniziare, no?" Ed è stato per me l'inizio di un viaggio molto strano.

4:49
Ho finito per trascorrere la maggior parte dell'anno successivo non solo ad allenare la memoria, ma anche ad esaminarla, cercando di capire come funziona, perché qualche volta non funziona e quale potrebbe essere il suo potenziale.

5:02
Ho conosciuto una sfilza di persone molto interessanti. Questo tizio si chiama E.P. Soffriva di amnesia e probabilmente aveva la peggior memoria del mondo. La sua memoria era talmente pessima che non si ricordava neanche di avere un problema di memoria, il che è straordinario. Era un personaggio talmente tragico, ma era una finestra nel senso che la nostra memoria ci rende quello che siamo.

5:26
All'estremo opposto: ho conosciuto questo tizio. Questo è Kim Peek. Era il persona che ha ispirato il personaggio di Dustin Hoffman nel film "Rain Man". Abbiamo trascorso il pomeriggio insieme nella biblioteca pubblica di Salt Lake City a memorizzare l'elenco del telefono, ed è stato scintillante.

5:43
(Risate)

5:46
E sono tornato a leggere tutta una seria di trattati sulla memoria, trattati scritti più di 2000 anni fa in latino nei tempi antichi e più tardi nel Medioevo. E ho imparato un sacco di roba interessante. Una delle cose interessanti che ho imparato è che una volta, questa idea di avere una memoria allenata, disciplinata, coltivata non era poi così strano come pare a noi oggi. Una volta, la gente investiva nella memoria, nell'alimentare attivamente la mente.

6:27
Negli ultimi millenni abbiamo inventato una serie di tecnologie -- dall'alfabeto alle pergamene al codex, alla carta stampata, alla fotografia, al computer, allo smartphone -- che hanno reso progressivamente sempre più facile esternalizzare la memoria, sostanzialmente affidare ad altri questa abilità umana fondamentale. Queste tecnologie hanno reso possibile il nostro mondo moderno, ma ci hanno anche cambiato. Ci hanno cambiati culturalmente, potrei anche dire che ci hanno cambiati cognitivamente. Avendo ormai poco da ricordare, talvolta sembra che ci siamo dimenticati di come si fa.

7:06
Uno degli ultimi posti sulla Terra dove trovi ancora persone appassionate dall'idea di una memoria allenata, disciplinata, coltivata è in questo concorso di memoria assolutamente singolare. Non è così singolare, ci sono concorsi che si tengono in tutto il mondo. E sono rimasto affascinato, volevo sapere come fanno.

7:25
Qualche anno fa un gruppo di ricercatori alla University College di Londra hanno portato un gruppo di campioni di memoria in laboratorio. Volevano sapere: Questi ragazzi hanno un cervello in qualche modo strutturalmente, anatomicamente diverso dal nostro? La risposta è stata: no. Sono più intelligente di noi? Hanno dato loro una serie di test cognitivi, e la risposta è stata sostanzialmente negativa.

7:49
C'era però una differenza molto interessante da raccontare tra i cervelli dei campioni di memoria e i soggetti campione con cui venivano confrontati. Eseguendo una risonanza magnetica su questa gente facendo una scansione dei loro cervelli mentre stavano memorizzando numeri, visi e immagini di fiocchi di neve, hanno scoperto che la memoria dei campioni alimentava diverse parti del cervello rispetto a chiunque altro. Da notare, usavano, o sembravano usare, una parte del cervello che si occupa della memoria spaziale e dell'orientamento. Perché? E c'è qualcosa che tutti noi possiamo imparare da tutto questo?

8:28
Lo sport della memorizzazione competitiva è guidato da una specie di corsa agli armamenti dove ogni anno arriva qualcuno con un nuovo metodo per ricordare più roba, più rapidamente, e tutti gli altri devono correre per riprenderlo.

8:42
Questo è il mio amico Ben Pridmore, tre volte campione del mondo di memoria. Sulla sua scrivania ci sono 36 mazzi di carte mescolate che sta per memorizzare in un'ora, utilizzando la tecnica che ha inventato lui e che padroneggia solo lui. Ha utilizzato una tecnica simile per memorizzare l'ordine preciso di 4140 cifre binarie casuali in mezz'ora. Eh si.

9:13
E mentre ci sono una serie di modi per ricordare le cose in queste competizioni, tutte le tecniche che vengono utilizzate, alla fine si sintetizzano in un concetto a cui si riferiscono gli psicologi come codifica elaborativa.

9:30
Ed è ben illustrata da un abile paradosso noto come il paradosso del Fornaio/fornaio, che fa così: Se dico a due persone di ricordare la stessa parola, se vi dico, "Ricordati che c'è un tale di nome Fornaio." Fornaio è il suo cognome. E dico a te, "Ricordati che c'è un tale che fa il fornaio". E a un certo punto torno da te, e ti dico, "Ti ricordi quella parola che ti ho detto un po' di tempo fa? Ti ricordi che parola era?" La persona a cui ho detto il nome Fornaio è meno probabile che ricordi la parola rispetto a quella a cui ho detto che faceva il fornaio di professione. Stessa parola, diversa quantità da ricordare; è strano. Cosa succede?

10:15
Il cognome Fornaio a voi non dice niente. È completamente slegato da tutti gli altri ricordi che galleggiano nel vostro cranio. Ma il nome comune fornaio, sappiamo cos'è un fornaio. I fornai portano divertenti cappelli bianchi. I fornai hanno la farina sulle mani. I fornai hanno un buon profumo quando tornano a casa dal lavoro. Forse conosciamo anche un fornaio. E quando sentiamo quella parola, cominciamo a fare queste associazioni che rendono più facile recuperare i ricordi successivamente. Tutta l'arte alla base di questi concorsi di memoria e tutta l'arte di ricordare meglio le cose di tutti i giorni è scoprire modi di trasformare la F maiuscola di Fornaio in una F minuscola di fornaio -- per dare all'informazione che manca di contesto, di significato, di senso e trasformarla in qualche modo perché assuma un significato in mezzo a tutte le altre cose che avete in mente.

11:14
Una delle tecniche più elaborate per farlo risale a 2500 anni fa, all'Antica Grecia. È conosciuto come palazzo della memoria. La storia che sta dietro alla sua creazione dice: C'era un poeta di nome Simonide che partecipava ad una festa. In realtà era stato ingaggiato per intrattenere, perché all'epoca se volevate fare una festa da urlo, non si ingaggiava un DJ, si ingaggiava un poeta. Ed è lì in piedi, recita la sua poesia a memoria, esce, e nel momento in cui esce, il salone della festa crolla, e uccide tutti al suo interno. Non solo uccide tutti, ma massacra tutti i corpi rendendoli irriconoscibili. Nessuno sa dire chi ci fosse dentro, nessuno sa dire dove erano seduti. I corpi non possono essere adeguatamente sepolti. È una tragedia sopra l'altra. Simonide, rimasto fuori, unico sopravvissuto in mezzo alle macerie, chiude gli occhi e si rende conto che nell'occhio della sua mente, riesce a vedere dove era seduto ogni ospite della festa. Prende i parenti per mano e li guida verso i loro cari tra le macerie.

12:34
Quello di cui Simonide si è reso conto in quel momento è una cosa che, credo, tutti noi sappiamo intuitivamente, ossia che, per quanto siamo pessimi nel ricordare i nomi e i numeri di telefono e le istruzioni dei nostri colleghi parola per parola, abbiamo una memoria spaziale e visiva eccezionale. Se vi chiedessi di ripetere le prime 10 parole della storia che vi ho appena raccontato su Simonide, probabilmente sarebbe dura. Ma sono pronto a scommettere che se vi chiedessi di ricordare chi è seduto su un cavallo scuro parlante nel vostro ingresso proprio ora, sareste in grado di vederlo.

13:16
L'idea che sta dietro al palazzo della memoria è quella di creare l'edificio immaginario nell'occhio della vostra mente e popolarlo di immagini di cose che volete ricordare -- le più pazze, le più strane, le più bizzarre, le più divertenti, le più indecenti, le più fetenti, le più indimenticabili possibile. Questo è un suggerimento che risale a più di 2000 anni fa ai primi trattati sulla memoria in latino.

13:43
Allora come funziona? Diciamo che siete stati invitati a tenere un discorso sul palco di TED e volete farlo a memoria, e volete farlo come lo avrebbe fatto Cicerone se fosse stato invitato a TEDxRome 2000 anni fa. Quello che potreste fare è immaginare voi stessi di fronte alla porta di casa. E ve ne verreste fuori con una qualche immagine folle, ridicola, indimenticabile per ricordarvi che la prima cosa di cui volete parlare è questo concorso assolutamente bizzarro. E poi entrereste in casa, vedreste un'immagine di Cookie Monster a cavallo di Mister Ed. E questo vi ricorderebbe che dovete presentare il vostro amico Ed Cook. E poi vedreste un'immagine di Britney Spears per ricordarvi di questo aneddoto divertente che volete raccontare. E poi entrate in cucina, e il quarto argomento di cui volete parlare è quello strano viaggio che avete fatto per un anno, e avete degli amici che vi aiutano a ricordare tutto questo.

14:51
Così gli oratori romani memorizzavano i loro discorsi -- non parola per parola, che non fa che mandarvi in panico, ma argomento per argomento. Di fatto, l'espressione "frase topica", che viene dalla parola greca "topos", significa "luogo". È un ricordo di quando la gente pensava all'oratoria e alla retorica in questi termini spaziali. La frase "in primo luogo", è come dire nel primo luogo del palazzo della memoria.

15:21
Ho pensato che fosse affascinante, e mi sono proprio immerso. E sono andato a qualche altro concorso di memoria. E avevo quest'idea di poter scrivere qualcosa di più su questa subcultura di memorizzatori agonistici. Ma c'era un problema. Il problema era che un concorso di memoria è un evento terribilmente noioso. (Risate) Veramente, è come una sfilza di persone che fanno un test attitudinale. Voglio dire, la cosa più emozionante che può capitare è qualcuno che inizia a massaggiarsi le tempie. E sono un giornalista, ho bisogno di qualcosa su cui scrivere. So che nelle menti di quelle persone succedono cose incredibili, ma non he ho accesso.

16:01
E mi sono reso conto che se volevo raccontare quella storia dovevo mettermi un po' nei loro panni. E così ho cominciato a passare 15 o 20 minuti ogni mattina prima di sedermi con il mio New York Times a cercare di ricordare qualcosa. Magari una poesia. Magari i nomi di un vecchio annuario scolastico che avevo comprato al mercato delle pulci. E ho scoperto che era assolutamente divertente. Non me lo sarei mai aspettato. Era divertente perché non si trattava di allenare la memoria. Quello che si fa è migliorare e migliorare e migliorare in creatività, nel sognare, queste immagini assolutamente ridicole, volgari, esileranti e se tutto va bene, indimenticabili, nell'occhio della vostra mente. E mi sono lasciato prendere.

16:46
Questo sono io con il mio kit standard di allenamento della memoria. Un paio di paraorecchie e un paio di occhialoni di sicurezza completamente oscurati tranne per un paio di buchini, perché la distrazione è il peggior nemico nelle competizioni di memoria.

17:06
Ho finito per tornare alla stessa gara che avevo coperto l'anno precedente. E avevo questa idea di poter essere ammesso, una specie di esperimento di giornalismo partecipativo. Ho pensato che sarebbe stato un bell'epilogo di tutta la mia ricerca. Il problema è che l'esperimento è andato fuori controllo. Ho vinto il concorso, cosa che non doveva veramente succedere.

17:31
(Applausi)

17:37
È bello essere in grado di memorizzare discorsi e numeri di telefono e liste della spesa, ma è un po' fuori tema. Sono solo trucchi. Sono trucchi che funzionano perché sono basati su principi di base su come funziona il nostro cervello. E non si devono costruire palazzi della memoria o memorizzare montagne di carte da gioco per farsi un po' un'idea di come funziona la mente.

18:07
Parliamo spesso della gente con una memoria formidabile come se fosse una specie di talento innato, ma non è così. I grandi ricordi si imparano. A livello di base, ricordiamo quando prestiamo attenzione. Ricordiamo quando siamo profondamente coinvolti. Ricordiamo quando siamo in grado di prendere un'informazione e sperimentare e scoprire perché per noi è significativa perché è importante, perché è espressiva, quando siamo in grado di trasformarla in qualche modo che abbia senso alla luce di tutte le altre cose che galleggiano nella nostra mente, quando siamo in grado di trasformare Fornai in fornai.

18:45
Il palazzo della memoria, queste tecniche di memorizzazione, sono solo scorciatoie. In realtà, non sono vere scorciatoie. Funzionano perché vi fanno lavorare. Vi obbligano a fare un'elaborazione approfondita una specie di attenzione, che la maggior parte di noi di solito non esercita. In realtà non ci sono scorciatoie. Ecco come le cose diventano memorabili.

19:10
E credo che se c'è una cosa che voglio lasciarvi è quello che mi ha lasciato E.P., l'uomo che soffriva di amnesia e non riusciva a ricordare di avere problema di memoria, ossia l'idea che le nostre vite sono la sommatoria delle nostre memorie. Quanto siamo disposti a perdere delle nostre già brevi vite perdendoci nei nostri Blackberry, nei nostri iPhone, nel non prestare attenzione all'essere umano che è in noi che ci sta parlando, nell'essere così pigri che non siamo disposti a elaborare profondamente?

19:57
Ho imparato sulla mia pelle che abbiamo capacità di memorizzazione incredibili nascoste in noi. Ma se volete vivere una vita memorabile, dovete essere il tipo di persona che si ricorda di ricordare.

20:13
Grazie.

20:15
(Applausi)

Joshua Foer


http://bodymind.forumfree.it/?t=71513706

Se l'articolo ti è interessato vedi anche: Come nacque l'arte della memoria o della mnemotecnica

Alcune citazioni tratte dal sito della Longanesi, che ha pubblicato in Italia "L'arte di ricordare tutto":

"Come Oliver Sacks, Foer sonda i misteri del nostro cervello calandoli in un più vasto orizzonte filosofico e culturale."

The New York Times

"Un libro appassionante, un tributo allo straordinario potere della mente... ci dimostra che il cervello umano è capace di imprese epiche."

The Washington Post

"Un'affascinante esplorazione dei meccanismi della memoria grazie ai quali riusciamo a salvare la nostra vita e le nostre esperienze." New Scientist

La presentazione del libro di Joshua Foer fatta dalla casa editrice italiana:

"Quaranta giorni. È il tempo che ciascuno di noi spreca in media ogni anno per rimediare a ciò che dimentica: per andare a recuperare il cellulare lasciato chissà dove, per cercare le chiavi di casa o per rintracciare informazioni importanti. Joshua Foer rientrava a pieno titolo in questa media, ma dopo un anno di allenamento si è ritrovato alla finale del Campionato statunitense della memoria. Dunque la memoria si può davvero migliorare, chiunque può riuscire a imparare 1528 numeri a caso in un’ora e ricordarseli tutti, come il pluricampione del mondo Ben Pridmore.
Ripercorrendo la storia della mnemotecnica dall’antica Grecia ai giorni nostri e illustrando metodi concreti grazie ai quali possiamo tenere a mente le informazioni che ci interessano, Joshua Foer ci dimostra che «in ognuno di noi si nasconde un piccolo Rain Man». Che la memoria è un dono che tutti possediamo ma di cui spessissimo ignoriamo le potenzialità. «Che cosa ha significato per l’individuo e per la società» si chiede Foer «il passaggio da una cultura fondata sulla memoria interna a una cultura basata sulle memorie immagazzinate al di fuori del cervello? Tutto questo per noi è stato senz’altro un guadagno, ma con che cosa l’abbiamo barattato? Come affrontiamo il fatto di aver perso la memoria?» A queste e a molte altre domande cerca di rispondere il saggio di Joshua Foer, che ha suscitato un grande interesse nella stampa e nel pubblico degli Stati Uniti."
0:1

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